I segni di punteggiatura sono simboli grafici che strutturano un testo e ne facilitano la comprensione. Servono a separare le idee, a indicare delle pause, a esprimere domande o esclamazioni e a evitare ambiguità. Sebbene molte lingue condividano alcuni segni, ogni sistema di scrittura ha le proprie regole e persino simboli esclusivi.

In questo articolo passiamo in rassegna i segni di punteggiatura più curiosi del mondo e vediamo come variano da una lingua all’altra.

I segni di punteggiatura

Oltre agli alfabeti, anche i segni di punteggiatura possono variare da un Paese all’altro. Ad esempio, sebbene lo spagnolo e l’italiano condividano l’alfabeto latino, lo spagnolo è una delle poche lingue che utilizza segni di apertura per le esclamazioni e le domande (¿?, ¡!).

E le altre lingue, invece? Altre lingue, come il giapponese o il russo, utilizzano gli stessi segni di punteggiatura delle lingue scritte con l’alfabeto latino?

Il segno di punteggiatura “punto” in giapponese e cinese

In alcuni sistemi di scrittura dell’Asia orientale, i segni di punteggiatura differiscono da quelli che usiamo in italiano. Ad esempio, il cinese e il giapponese utilizzano questo punto più grosso per indicare la fine delle frasi. Si presenta così:

我很好

Detto questo, il fatto che molte lingue asiatiche lo utilizzino non significa che lo facciano tutte. Ad esempio, il coreano e il vietnamita utilizzano gli stessi segni di punteggiatura a cui siamo abituati. Infatti, il vietnamita è una delle poche lingue della regione che si scrive con l’alfabeto latino, poiché i missionari gesuiti adattarono l’alfabeto latino per trascrivere i suoni di questa lingua e facilitarne l’apprendimento.

La virgola di enumerazione 、

Proprio come nel punto 。, le lingue legate alle scritture influenzate da quella cinese condividono un altro segno di punteggiatura caratteristico: la virgola di enumerazione (、). Come suggerisce il nome stesso, si usa sia per elencare che per separare gli elementi all’interno di un elenco.

Le virgolette 「 」 e 『 』

Questi sistemi di scrittura utilizzano anche delle virgolette particolari per contrassegnare le citazioni o per evidenziare i titoli. Tuttavia, non sono molto diffusi nel cinese semplificato, mentre si possono trovare nel coreano, soprattutto nelle pubblicazioni accademiche.

彼はこんにちはと言った。

나는 어린 왕자를 읽었다.

Inoltre, in Cina si usano le virgolette angolari 《》. In effetti, l’uso delle virgolette varia notevolmente tra le lingue che condividono l’alfabeto latino. Ad esempio, in italiano si usano o le virgolette alte (“…”) o quelle basse («…»), dette anche caporali, mentre in tedesco le Anführungszeichen („…“ ).

Punteggiatura invertita

I segni di punteggiatura in arabo risaltano molto perché questo sistema di scrittura si legge da destra a sinistra, il che modifica l’orientamento di alcuni simboli. Si potrebbe dire che sono uguali a quelli a cui siamo abituati, solo che hanno un orientamento diverso. Inoltre, questi segni di punteggiatura sono utilizzati anche in paesi dell’Asia centrale come il farsi, l’urdu, il curdo sorani o il pashto.

Domanda: كيف حالك؟

Virgola: امروز هوا خوب است، اما کمی گرم است.

Punto e virgola: اجتهد في دراسته؛ فنجح في الامتحان.

La danda: un segno di punteggiatura indiano

Molti sistemi di scrittura indiani, come l’hindi tradizionale o il sanscrito, utilizzano questo segno (। ), chiamato danda, per indicare la fine di una frase.

यह एक पुस्तक है

È, probabilmente, uno dei segni di punteggiatura più antichi ancora in uso al giorno d’oggi. Danda in sanscrito significa bastone o asta. Esiste anche la doppia danda, che indica una divisione più marcata, come ad esempio la fine di una strofa o di un capitolo.

Il tibetano utilizza un segno molto simile alla danda, lo shad (།), per indicare la fine di un’unità testuale.

Segni di punteggiatura che non significano ciò che sembrano

Se leggeste su un cartello quanto segue, pensereste che si tratti di una domanda?

Τι κάνεις;

A quanto pare, in greco il punto e virgola si usa per porre una domanda e, se vogliono ottenere lo stesso effetto che noi otteniamo con il punto e virgola, usano un punto sopraelevato (·). Al contrario, in tibetano si utilizza questo punto in alto, che chiamano tsheg, per separare le sillabe.

I segni di punteggiatura nella scrittura ge’ez

Uno dei casi più curiosi si riscontra nella scrittura etiope, detta anche scrittura ge’ez, utilizzata da lingue africane come l’amarico o il tigrino. È particolarmente interessante perché non si tratta di adattamenti dei segni europei, bensì sono nati nelle tradizioni medievali africane.

segno etiopeequivalenzaesempio
puntoይህ መጽሐፍ ነው።
virgolaሰው፣ ፈረስ፣ ውሻ
punto e virgolaዝናብ ይዘንባል፤ መንገዱ ይረጥባል
due puntiሦስት ነገሮች አሉ፥ ውሃ፣ እሳት፣ አየር
separatore di paragrafiይህ የመጀመሪያው ክፍል ነው። ፨ ይህ ሁለተኛው ክፍል ነው።  

E se i segni di punteggiatura non fossero posti alla fine?

L’armeno utilizza un sistema di punteggiatura molto originale, poiché i segni non vengono posti alla fine della frase, ma sopra l’ultima vocale o sillaba rilevante. Questa scrittura, sviluppata dal monaco Mesrop Mashtots (362-440 d.C.), non prevede che una domanda o un’esclamazione influisca su un’intera frase, ma evidenzia la parola che racchiude tutto il significato interrogativo o esclamativo; da qui deriva la sua complessità d’uso. Ecco alcuni esempi:

Esclamazione: Գեղեցի՜կ

Domanda: Ինչպե՞ս ես

Il curioso caso del thailandese

Se finora abbiamo incontrato segni di punteggiatura del tutto sconosciuti, il caso della lingua thailandese merita un capitolo a sé stante. Per cominciare, questa lingua non utilizza spazi tra le parole, ma unità più ampie (ovvero frasi o segmenti di discorso). È il lettore stesso che deve individuare dove finisce una parola e dove inizia quella successiva. E, come se non bastasse, il punto finale viene spesso omesso.

ฉันชอบกินข้าว : anche se sembra una sola parola, è una frase completa, che significa “Mi piace mangiare il riso”

In tailandese si utilizzano molti segni per indicare le omissioni. Ad esempio, il paiyannoi (ฯ) indica che la parola è un’abbreviazione, mentre il mai yamok (ๆ) indica che la parola precedente deve essere ripetuta (เร็ว equivale a เร็ว เร็ว)

Conclusione

I segni di punteggiatura sono molto più che semplici simboli grafici. Riflettono la storia, la cultura e l’evoluzione di ciascun sistema di scrittura. Sebbene alcune lingue condividano regole simili, altre utilizzano segni completamente diversi o attribuiscono loro funzioni diverse. Conoscere queste differenze è fondamentale nella traduzione, nella localizzazione e nella comunicazione internazionale.

Domande frequenti

Quali lingue utilizzano segni di punteggiatura diversi?

Molte lingue utilizzano segni di punteggiatura propri o applicano regole diverse. È il caso del giapponese, del cinese, dell’arabo, dell’armeno, del greco, del tibetano o dell’etiope, ecc..

Tutti gli alfabeti utilizzano il punto e la virgola?

No. Sebbene il punto e la virgola siano comuni in molte lingue, alcuni sistemi di scrittura utilizzano altri simboli equivalenti o seguono regole di punteggiatura diverse.

I segni di punteggiatura sono comuni a tutte le lingue?

Alcune lingue condividono effettivamente alcuni segni di punteggiatura, ma altre lingue ne hanno di propri o seguono regole proprie.

Esiste una lingua in cui non si usano i punti finali?

Sì. La lingua thailandese non utilizza il punto finale e ci sono altre lingue che, pur ricorrendo a questo concetto, graficamente utilizzano un segno diverso dal punto finale a cui siamo abituati.

Inés Blanco

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